Quando un consumatore può essere definito “green”?

Pubblicato da | 22/07/2025

Scegliere uno stile di vita ecosostenibile significa, prima di tutto, evitare gli acquisti compulsivi.

Ma quando possiamo definirci “consumatori green”?

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Evitare gli sprechi è un valore fondamentale per chi cerca di ridurre al minimo il proprio impatto sull’ambiente. Ma come si fa?

Dobbiamo davvero rinunciare a tutto?

Chi è il consumatore green

Una vita ecosostenibile non è semplice, ne siamo consapevoli. Ormai il mercato offre continui spunti e tentazioni che ci spingono ogni giorno a comprare cose su cose. Ci riempiamo le case di oggetti che magari sono anche carini, ma che nella sostanza servono a poco.

È complesso trattenersi. Il nuovo cellulare, il computer moderno e sottile, il fondotinta del momento, le magliette del fast fashion tanto belle quanto scadenti… insomma, dire di no è difficile soprattutto quando si è “bombardati” da un marketing aggressivo e costante.

Ma il nocciolo del discorso è: ci servono davvero tutte queste cose o è semplicemente uno spreco di risorse?

Il consumatore green è colui che prima di acquistare cose inutili, si pone proprio queste domande.

Chi pratica una vita ecosostenibile evita il superfluo e acquista l’indispensabile. Una scelta responsabile che produrrà un minor impatto ambientale.

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Al supermercato segui la stagionalità per una spesa sostenibile

Quando fai la spesa, prediligere la stagionalità è la scelta migliore. Acquisterai prodotti di maggior qualità, più buoni, con maggior freschezza e alimenti coltivati con un minor uso di pesticidi.

Acquistare in base alla stagione vuol dire anche tutelare il clima, il terreno, la specie, gli habitat e le biodiversità.

Ove possibile, prediligi frutta e verdura sfusi e non già imballati. Non solo eviterai di pagare un rincaro di almeno il 20% in più, ma avrai meno rifiuti da dover smaltire.

Per una spesa sostenibile, impariamo a leggere le etichette

Imparare a leggere le etichette è molto importante. Valuta sempre le date di scadenza: eviterai di dover buttare il cibo perché non consumato in tempo.

Inoltre, le etichette ci raccontano molto del prodotto che stiamo comprando. Possiamo comprendere, ad esempio, se il prodotto deriva da una agricoltura biologica. Quest’ultima ci permette di consumare il cibo con maggior tranquillità: una garanzia da un punto di vista ambientale.

La condivisione è anch’essa una forma ecosostenibile

Il consumatore green non è attento solamente quando si trova al supermercato, bensì, è una filosofia di vita che lo accompagna nella quotidianità.

Condividere un prodotto è un concetto forse poco praticato in Italia. Tuttavia, prima di acquistare qualcosa chiediamoci se, magari, potremmo chiederlo in prestito a qualcuno o a condividerlo.

Pensiamo, per esempio, al servizio di biciclette che moltissimi comuni italiani offrono. Il cittadino può utilizzare un mezzo senza dover affrontare un nuovo acquisto.

O, se la condivisione non è possibile, potremmo interrogarci se quello stesso prodotto sia, o meno, acquistabile usato e, dunque, di seconda mano. Daremo così una seconda vita a un oggetto evitando, non solo un nuovo acquisto, ma anche un minor numero di rifiuti. Problema, anch’esso, da non sottovalutare.

Una spesa sostenibile prevede prodotti durevoli

Fare una spesa sostenibile significa preferire oggetti che siano durevoli nel tempo. Un prodotto nato per durare negli anni ha un impatto ben più basso rispetto a un oggetto facilmente deperibile.

Un concetto, questo, che non va molto d’accordo con l’attuale economia. Quest’ultima ci ha insegnato a non riparare ma a buttare. Un atteggiamento che farà crescere il PIL, ma che allo stesso tempo produrrà un impatto ambientale catastrofico.

Le nostre scelte impattano sull’ambiente

Ogni oggetto che acquistiamo richiede risorse per essere prodotto. La sua realizzazione comporta emissioni legate alla lavorazione, all’imballaggio e alla distribuzione.

Ma non finisce qui perché, molto spesso, i prodotti richiedono emissioni anche durante la loro fase di consumo e di fine vita.

Quando riempiamo la nostra casa di cose inutili o il nostro armadio di fast fashion, stiamo contribuendo a creare un impatto ambientale non sano.

Prezzi troppo bassi: una nota positiva?

Quando un bene viene proposto a un prezzo troppo basso, è bene diffidare: molto probabilmente le risorse naturali impiegate e l’intero processo produttivo non saranno stati rispettosi dell’ambiente.

Se la comunità fosse davvero consapevole di come avviene la produzione e della quantità di risorse necessarie per realizzare anche un solo oggetto, forse, sarebbe molto più attenta e responsabile.