Vivere una vita ecosostenibile significa fare delle scelte responsabili, anche quando si parla di moda.
Ormai viviamo in una società dove il consumismo è dilagante: tecnologia, beauty, arredamento, moda… insomma, potremmo citare altri mille settori, la verità è che la sostanza non cambia.
L’economia dovrà pur girare in qualche modo, ma è importante farlo bene acquistando cose di qualità e durevoli nel tempo.
Gli acquisti compulsivi rappresentano uno stile di vita sbagliato e una scarsa sensibilità verso un Pianeta già sofferente.
In questo articolo parleremo di ecosostenibilità, ma, soprattutto, di moda ecosostenibile.
L’industria della moda
L’industria della moda è la seconda più inquinante al mondo, sia per le sue attività produttive così come per lo sfruttamento del suolo e di quello idrico.
Il fast fashion lo possiamo considerare una piaga sociale. È infatti tristemente correlato allo sfruttamento minorile e, conseguentemente, a quello della manodopera. Molto spesso gli operai delle aree più povere del mondo sono costretti a lavorare in assenza delle più basilari norme di sicurezza e con dei salari per nulla dignitosi.

Moda ecosostenibile: non è impossibile
Vestire in maniera etica e sostenibile è possibile, soprattutto ai giorni d’oggi dove l’offerta è sempre più ampia.
La moda ecosostenibile è una moda che rispetta l’ambiente e si differenzia per l’utilizzo di materiali che non danneggiano il Pianeta.
Più in generale, la moda ecosostenibile ha un minor impatto ambientale sia nella fase di produzione così come in quella dello smaltimento.
La moda etica, inoltre, rispetta i tempi, il benessere e i diritti di ogni singolo lavoratore. Per fortuna, sono molte le aziende che stanno andando verso questa importante direzione.
Il motivo è semplice: i consumatori sono sempre più attenti al tema della sostenibilità.
Attenzione al fenomeno del greenwashing
Quando si sceglie un capo, bisogna porre attenzione perché molto spesso si pensa di sostenere aziende meritevoli quando, invece, non è così.
È tristemente noto il fenomeno del greenwashing, ovvero un’ecologia di facciata. Ciò si verifica quando un’azienda cerca di trasmettere un’immagine positiva di sé e del proprio brand in merito al rispetto dell’ambiente, senza che questa corrisponda alla realtà. Il risultato è un racconto ingannevole che serve solo a distogliere l’attenzione da pratiche produttive tutt’altro che sostenibili.
Tuttavia, per fortuna, ci sono anche aziende per cui il concetto di ecosostenibilità non è solamente una “facciata”, bensì un valore estremamente importante.
La fibra del legno di faggio
La natura con noi è stata generosa e ci offre tanto materiale su cui lavorare pur impattando poco.
La fibra ricavata dal legno di faggio permette una lavorazione completamente naturale e l’impatto ambientale è ridotto pari allo zero.
Le fibre di questo tessuto sono certificate, interamente compostabili e biodegradabili.
L’albero di faggio è particolarmente resistente ai parassiti e si riproduce attraverso il processo di ringiovanimento. In questo modo, le foreste si rinnovano in completa autonomia. Dunque, l’irrigazione e le coltivazioni artificiali non sono azioni necessarie al fine di mantenere in salute l’area.
Ricordiamoci, inoltre, che le foreste sono una fonte naturale permanente di materie prime.
La fibra di eucalipto
Anche l’eucalipto può donarci del tessuto per una moda ecosostenibile.
L’albero di eucalipto non necessita di irrigazione estensiva, ben che meno dell’utilizzo di pesticidi.
La moda ecosostenibile rispetta la nostra pelle
I tessuti impiegati dai brand che hanno scelto una moda ecosostenibile, oltre a essere comodissimi, sono anche più gentili con la pelle: non la stressano e la rispettano.
Sono inoltre anallergici e antitraspiranti perché hanno subito una lavorazione naturale e, quindi, priva di pesticidi di qualsiasi natura.
Il cotone biologico
Il cotone biologico è anch’esso un tessuto molto impiegato nella moda ecosostenibile. Quest’ultimo per essere definito, appunto, “biologico”, deve rispettare dei requisiti molto rigidi e ben precisi, come:
- non devono essere utilizzati pesticidi durante la sua lavorazione,
- sono ammessi solo concimi organici,
Il cotone non biologico, invece, causa uno spreco di enormi quantità di acqua e la sua lavorazione richiede l’utilizzo di pesticidi altamente tossici.
Il Pet riciclato
Il Pet riciclato può essere utilizzato anche per creare nuovo abbigliamento. Sostanzialmente, si rigenera la plastica differenziata.
Scegliere chi sostenere è fondamentale
Il consumatore finale ha un grande potere: può scegliere in autonomia quale azienda sostenere e quale, invece, evitare.
L’informazione è la chiave di tutto. È importante sapere se un’azienda s’impegna in quella che è una sana sostenibilità, su un’economia circolare e sull’eticità.
Con le nostre scelte d’acquisto possiamo cambiare l’andamento di molte cose.
Il consumo, se sostenibile, può invertire la produzione rendendo quest’ultima più etica e più rispettosa dell’ambiente.


