Il fotografo Alberto Sambo si racconta: “così nasce la mia passione per la fotografia”

Pubblicato da | 20/02/2025

Alberto Sambo è un fotografo professionista e, in questa lunga intervista, ci racconta com’è nata la sua passione per la fotografia.

Abbiamo ripercorso la sua giovane carriera dagli inizi sino all’apertura dello studio professionale a Sottomarina di Chioggia, in provincia di Venezia.

Alberto Sambo, fotografo, Chioggia, Sottomarina, intervista

Assieme abbiamo parlato di molte cose, ma, soprattutto, di quanto sia fondamentale per un fotografo possedere quella delicatezza innata che permetterà poi al soggetto di posare senza alcun imbarazzo.

Alberto, raccontaci chi sei e come nasce la tua passione per la fotografia.

Nel giugno del 2024, a soli 24 anni, ho aperto il mio studio a Sottomarina di Chioggia.

Mio padre, nonostante non sia un fotografo, mi ha trasmesso la passione per la fotografia. All’epoca lavorava in un hotel piuttosto famoso dove, durante l’estate, erano molti i “vip” di passaggio.

E, nel poco tempo libero che aveva, si divertiva a ritrarli.

Un giorno, prima di partire per un viaggio di famiglia, ho trovato nel suo armadio quella vecchia macchina fotografica che tanto lo divertiva e, di nascosto, l’ho messa in valigia.

Arrivati a destinazione, ho iniziato a fotografare i paesaggi. La verità, però, è che mi annoiavano. Per quanto potessero risultare maestosi ai miei occhi, fotografarli non mi entusiasmava.

Eravamo in crociera e, a un certo punto, iniziai a guardarmi attorno, ma lo feci con più attenzione, soffermandomi sui volti.

Capii solo in quel momento che, quei visi, ben presto, sarebbero diventati i protagonisti delle mie fotografie.

Successivamente, ho iniziato a fotografare qualche amica in dolce attesa e a cogliere tutte le occasioni che mi arrivavano.

Lo scorso anno ho capito che la fotografia era la mia strada ed era arrivato il momento di renderla un lavoro a tutti gli effetti.

Ho iniziato, di conseguenza, a frequentare molti corsi per avere una preparazione quanto più vasta possibile.

Alberto Sambo, fotografo, Chioggia, Maternity

Come mai hai scelto il segmento del “new born”? Cosa ti ha colpito in particolare?

Amo i bimbi, partiamo da questa affermazione.

Due anni fa ho partecipato a un corso specifico per affinare le mie competenze per quanto riguarda il segmento “Maternity”. È stata un’esperienza formativa incredibile. Abbiamo lavorato e studiato sia in esterna che in studio e, dunque, analizzato tutte le varie pose. Ma non solo: sul set abbiamo lavorato direttamente con dei neonati. È stato bellissimo.

Alberto Sambo, fotografo, Chioggia, New Born

Raccontare le emozioni attraverso uno scatto non è cosa da poco. Come si fa?

È vero, non è affatto semplice. Tuttavia, però, questo non significa che sia impossibile.

Durante il corso “Maternity” ho imparato quanto sia importante instaurare, con il soggetto che sto ritraendo, un legame di reciproca fiducia. Mettere a proprio agio la persona che ho difronte è una cosa determinante al fine di una buona riuscita del servizio fotografico stesso.

Parliamo di un esempio concreto: le pose. Proporre le classiche pose della fotografia potrebbe non essere molto producente.

Prediligo sempre la fotografia spontanea, quindi: gesti d’amore, mimare delle frasi all’orecchio, baci rubati… insomma, questi piccoli gesti naturali fanno sì che il soggetto sia a proprio agio ma, allo stesso tempo, garantiscono degli scatti davvero belli.

Se il soggetto non è a disagio sarà tutto più facile. Non avrà nemmeno bisogno che io suggerisca cosa fare o cosa evitare.

Un tramonto, una passeggiata mano nella mano sono già due elementi molto intimi che, se messi sapientemente assieme, riescono a trasportare la coppia in un’atmosfera magica.

Fatta eccezione per i modelli professionisti, tutti all’inizio provano un leggero imbarazzo, è normale. Ma il compito di un fotografo è anche questo: creare una situazione dove chi viene fotografato si senta bene.

La spontaneità è il segreto per ottenere delle fotografie quanto più realistiche possibili.

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I tuoi set sono meravigliosi. Immaginiamo che anche questi siano oggetto di studio da parte tua.

Grazie mille, davvero.

Ho comunque la fortuna di poter collaborare con dei professionisti bravissimi. Con loro, diventa tutto più semplice.

Molto spesso mi aiuta una fioraia la quale mi consiglia, ad esempio, quali scelte cromatiche siano più idonee per un determinato set. Alle volte, invece, mi rivolgo ad una ragazza che si occupa di allestimenti per cerimonie.

Bisogna poi imparare ad abbinare correttamente anche l’abbigliamento, i tessuti, le acconciature, il trucco…

Il contesto deve relazionarsi perfettamente con qualsiasi sfumatura. Se per esempio scattiamo al mare, non andrò a suggerire un pantalone in velluto, ma opterò per un lino.

Non si vede agli occhi di guarda la singola immagine, ma vi garantisco che un servizio fotografico ben realizzato richiede ore ed ore di lavoro.

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Ti occupi anche di servizi a domicilio?

Si, nonostante io abbia aperto lo studio, continuo a occuparmi anche di servizi fotografici a domicilio.

Spesso il cliente si immagina già all’interno di casa sua, in quelle che sono le sue stanze. Anzi, questa scelta, alcune volte, permette al soggetto di essere meno in imbarazzo difronte alla macchina fotografica.

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Qual è la parte più difficile del tuo lavoro?

La parte più difficile è riuscire a trasmettere la mia professionalità nonostante l’età giovane.

Quest’ultima non deve essere un limite: la mia giovinezza mi permette di lavorare in modo dinamico e a essere sempre aggiornato in quelle che sono le nuove tendenze.

Anche la fotografia segue la moda e, proprio come quest’ultima, è un settore sempre in continuo movimento. La staticità non fa parte di questo mestiere.

Saper comunicare correttamente ci obbliga a rimanere sempre al passo con i tempi che cambiano. E, molto probabilmente, alle nuove generazioni questo risulta più spontaneo.

Inoltre, alle volte, molte clienti preferiscono scegliere una collega perché si sentono più a loro agio. Soprattutto se pensiamo ai servizi fotografici che vengono realizzati durante la maternità. In questi contesti, viene indossata una lingerie particolare proprio per far vedere il pancione.

Io comprendo l’imbarazzo iniziale, però, voglio ribadire che, in quel preciso momento io non sono Alberto, ma sono un professionista che sta svolgendo – con passione – il proprio lavoro.

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Che consigli daresti a un aspirante fotografo?

Il mio consiglio è quello di studiare, studiare e ancora studiare.

Non solo è importante conoscere tutti i vari tecnicismi e gli strumenti, ma bisogna anche dare importanza agli aggiornamenti di settore.

A chi è alle prime armi consiglio di fotografare tutto: in questo modo sarà più semplice comprendere cosa ci piace e cosa invece no.

Dopodiché, suggerisco sempre di trovare la propria identità e di non copiare i colleghi. Studiare il lavoro degli altri è importante perché ci permette di osservare nuovi stili, ma non deve risultare una replica.

 

Se vuoi contattare Alberto o desideri dare un’occhiata ai suoi scatti, ti invitiamo a collegarti al suo sito ufficiale.

Lo studio si trova in: Via Cristoforo Colombo, 158 (Sottomarina di Chioggia)