La storia di Aurora, la cagnolina albanese salvata da Renaldo e portata in Italia da Enrico Rizzi

Pubblicato da | 11/12/2024
Aurora è una cagnolina albanese nata sotto una brutta stella, ma quando sembrava tutto finito, ha finalmente trovato il calore di una famiglia. Dopo un lungo viaggio, ora si trova a Pavia e vive serena con la sua nuova famiglia.
In questo articolo ti racconteremo la sua storia e di come l’amore possa far miracoli.

Enrico Rizzi non ha bisogno di grandi presentazioni: il suo amore per gli animali è noto a tutti.
Quando c’è bisogno del suo aiuto, lui non perde tempo: prende un treno o un aereo e va dove la sua presenza può fare la differenza.
Ed è stato così anche per Aurora, la cagnolina albanese ritrovata per strada dopo essere stata brutalmente picchiata. Le sue condizioni erano terribili.
Ma andiamo per gradi. In questo articolo ti racconteremo la storia di Aurora e di come Renaldo, un meraviglioso volontario albanese, l’ha salvata.

La storia di Aurora

Aurora, come accennato in apertura articolo, è stata selvaggiamente picchiata a tal punto da farle uscire l’orbita di un occhietto.
Ma l’inferno di questa povera e sfortunata creatura non finisce qui perché, il mostro che ha commesso tutto questo, ha ben pensato di lasciarla agonizzante sul ciglio di una strada.
Fortunatamente, però, le persone per bene esistono ancora.
È grazie a un passante che non si è voltato dall’altra parte se Aurora, oggi, può ancora assaporare la vita.

Renaldo, è grazie a lui se Aurora oggi è viva

Renaldo è un volontario albanese che da anni si dedica agli animali randagi con infinito amore e, quando gli è stato segnalato il caso di Aurora, l’ha subito raggiunta e portata in salvo.
Una volta recuperata, è stata poi portata immediatamente in clinica veterinaria.
Avendo però già molti altri cani in stallo, le spese veterinarie per Aurora diventavano sempre più impegnative, per cui, Renaldo, a quel punto, decide di chiedere, a sua volta, aiuto a Enrico Rizzi

Enrico Rizzi non si volta mai dall’altra parte

Dire di no ad un grido d’aiuto, non è mai possibile.

Enrico, dunque, si organizza e vola a Tirana: non solo per dare un aiuto concreto ma anche per cercare di capire come far arrivare in Italia Aurora.

Questa povera anima aveva diritto a un lieto fine e così è stato.

L’arrivo di Aurora in Italia

Renaldo, dopo aver ottenuto tutti i permessi burocratici necessari, è salito sulla nave assieme alla cagnolina alla volta di Bari.

Da qui, un treno li porterà poi a Roma dove sarà Enrico ad accogliere entrambi.

La nuova vita di Aurora oggi

Qualcuno diceva, non può piovere per sempre. Ed effettivamente è proprio così: la tempesta, prima o poi, finisce e arriva un bel sole.

Questa metafora rappresenta perfettamente Aurora e la sua giovane vita.

Oggi questa dolcissima cagnolina ha trovato una casa piena d’amore in provincia di Pavia.

Abbiamo raggiunto telefonicamente Paola, la sua mamma, e le abbiamo chiesto com’è nato il desiderio di adottare Aurora.

“In passato, io e mio marito, abbiamo trovato due gattini abbandonati con lo stesso problema agli occhietti. Avranno avuto sì e no un mese e mezzo. Eravamo già pronti, dunque, nella gestione di un animale, chiamiamolo, “disabile”.

Abbiamo, dunque, contattato Enrico e gli abbiamo espresso il desiderio di adottare Aurora.”

Ci racconti di quando l’hai finalmente abbracciata?

“È arrivata da noi il 17 novembre e ad aspettarla eravamo un bel gruppetto! Altri volontari della zona hanno avuto il piacere di essere presenti sia per conoscere la cagnolina, ma anche per dare un saluto ad Enrico ringraziandolo per tutto quello che fa.
Ci siamo trovati a Pavia ed è stato davvero emozionante.”

Com’è vivere assieme ad Aurora?

“Aurora è una cagnolina meravigliosa e, nonostante tutto quello che ha passato, continua a fidarsi dell’essere umano. Cerca costantemente il contatto fisico e ama sentire la nostra voce.

Inizialmente non è stato facile. Dobbiamo tenere conto di una cosa molto importante: Aurora non è nata cieca e questa nuova condizione, per lei, è difficile da accettare. Ha bisogno di tempo per abituarsi.
Siamo però sicuri che ce la faremo! Tra l’altro, con l’altro nostro cane ha fin da subito instaurato un’ottima sintonia. I gatti, invece, non le interessano.
Ne abbiamo quattro: due ciechi e due non disabili.”

Paola, assieme ad altre volontarie accudisci anche delle colonie feline, giusto?

“Si, è così. Io e la mia amica siamo le “Gattare di Montalto”. Non siamo un’associazione ma ci impegniamo attivamente tutti i giorni nella gestione di quattro colonie di randagi. Li abbiamo sterilizzati tutti e ogni giorno facciamo i nostri consueti “giri pappe”. Allo stesso tempo, ci occupiamo anche dei mici malati o di quelli che hanno bisogno di una assistenza veterinaria immediata.

Infine, quando troviamo mici abbandonati cerchiamo loro una casa.”

 

Se vuoi aiutare, questi sono i contatti da segnare

Ringraziamo, ancora una volta, Renaldo per il suo operato. Senza di lui molti cagnolini albanesi sarebbero allo sbando, senza né cibo né cure.

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