Il privilegio di essere nati nella parte giusta del mondo

Pubblicato da | 14/11/2024

Abbiamo avuto il privilegio di nascere nella parte giusta del mondo. Quella parte del globo dove il tuo pensiero è importante, dove tu sei una persona e in quanto tale vieni rispettato. Quel Paese che ti permette di scegliere in autonomia il tuo futuro, quel Paese che non ti vende come sposa a sette anni, quel Paese che non ti picchia se non indossi un velo.

Spesso però ci dimentichiamo di essere nati privilegiati e quello che per noi è scontato, quei valori cioè fondamentali come la libertà e la civiltà, non rappresentano per tutti la normalità. E, sempre più spesso, non siamo in grado di riconoscerne l’importanza.

Le donne che nascono in Afghanistan questi diritti non li hanno e la paura di reagire – per poi morire – è troppo grande.

Fonte: Pexels – Piotr Arnoldes

In Afghanistan, una donna, non ha diritto di parlare

Le donne afghane nascono senza diritti e muoiono senza mai averne assaporato uno. Vengono considerate al pari di uno scarafaggio e obbligate, prima dalla famiglia d’origine e poi dal marito, a condurre una vita che, in realtà, non è vita.

Non hanno il diritto di parlare perché per loro non è possibile esprimersi, soprattutto se si è in pubblico.
A una donna afghana, neanche in contesti religiosi, è consentito recitare il Corano.

Coperte da testa ai piedi, anche contro la propria volontà

Se tu sei una donna e nasci in Afghanistan il tuo corpo deve essere completamente coperto e nulla, fatta eccezione per gli occhi, deve essere esposto.
In caso contrario, le conseguenze ti condurranno a morte certa.

Il diritto allo studio in Afghanistan non esiste

Qui le donne non possono frequentare le scuole, né tantomeno scegliere una carriera universitaria.
Quello che per noi è un diritto, in Afghanistan è proibito. Una donna non può studiare, non può andare al parco, in palestra e non ha la possibilità di coltivare amicizie perché comunque non le potrebbe frequentare.

Vivere in Afghanistan se sei una donna

Da quando i talebani sono risaliti al potere (agosto 2021), vivere in Afghanistan – soprattutto se sei una donna o un bambino – è diventato impossibile.
La crisi umanitaria è ancora più profonda perché il regime ha imposto severissime restrizioni su quasi ogni aspetto della vita e la regressione dei diritti e della libertà non ha precedenti.
I diritti duramente conquistati negli ultimi 20 anni sono stati spazzati via.
Le donne che in questi anni hanno potuto lavorare, hanno dovuto abbandonare la loro mansione e, il risultato, è stato tremendo. Molte famiglie, come conseguenza, sono precipitate nella povertà più assoluta.
Le donne in Afghanistan non esistono, valgono meno di zero. Non sono considerate esseri viventi e senzienti.
Quest’ultime nascono per subire violenze fisiche, psicologiche e per fare figli quando il marito li pretende.
Vengono emarginate, picchiate e violentate da coloro che dovrebbero, invece, amarle.
Il 95% dei suicidi in Afghanistan riguarda le donne.

Una vita che non vale la pena di essere vissuta

Ora prova a immedesimarti in tutto ciò che ti abbiamo raccontato: davvero, questa, la vogliamo chiamare “vita”?
Quest’ultima è un dono prezioso che non tutti hanno la fortuna di poter avere, ma vivere in quel Paese equivale a morire lentamente, senza nemmeno accorgersene.
Il mondo, tutto questo, lo deve sapere. Cogliere il grido di aiuto di questa popolazione è una responsabilità di tutti i Governi perché non si può stare a guardare in silenzio.
E se fossi tu a dover vivere una vita come questa?

Lettura consigliata

Desideriamo consigliarti una lettura, ovvero, il saggio di Jared Diamond, “Armi, acciaio e malattie. Breve storia del mondo negli ultimi tredicimila anni“.
Un testo forte ma che analizza con grande attenzione molti aspetti dell’essere umano e di quanto sia determinate il luogo di provenienza. Perché, talvolta, il tuo Paese determina il tuo futuro. Nascere in un contesto industrializzato può essere molto più semplice rispetto che essere costretti a vivere in una baracca.
Il libro è disponibile anche in versione e-book.