Ha ancora senso aprire un blog nel 2024? Ne parliamo con Sofia Zandarin
Nel 2024 ha ancora senso aprire un blog? E i social, in tutto ciò, che ruolo hanno? Queste, e molte altre, sono le domande che abbiamo rivolto a Sofia Zandarin, SEO copywriter e SEO specialist.
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| In foto Sofia Zandarin |
Sofia, secondo te, nel 2024, è ancora possibile trasformare il proprio blog in una bella opportunità di lavoro?
Assolutamente sì! Bisogna però tenere anche presente che le cose, ad oggi, sono molto cambiate rispetto a qualche anno fa. Lo stesso Google fa tantissimi controlli sui prodotti editoriali digitali. Inoltre, dobbiamo tenere in considerazione che anche la stessa competitività è aumentata a dismisura.
Bisogna dunque essere a conoscenza delle regole SEO e del funzionamento dei motori di ricerca: solo se applichiamo queste competenze il nostro blog riuscirà a emergere e a ottenere dei buoni risultati.
Ci sono tantissime persone che sfruttano il proprio blog non solo per i loro contenuti scritti ma anche per vendere prodotti o per guadagnare tramite le affiliazioni. Quella con Amazon, ad esempio, è la più famosa fra tutte.
Sottolineo, infatti, che per moltissime persone il blog è una fonte di guadagno.
Se una persona è costante nelle pubblicazioni e se conosce le regole SEO, un blog può diventare un vero e proprio lavoro. Talvolta anche ben retribuito, non solo dalle affiliazioni, ma anche direttamente dai brand che commissionano degli articoli promozionali ai bloggers.
Supponiamo che uno dei nostri lettori abbia voglia di mettersi in gioco e quindi di aprire un blog, quali consigli gli daresti?
La primissima cosa da fare e che consiglio sempre è quella di comprare un dominio, dopo aver fatto opportune valutazioni: un dominio è (quasi) per sempre. Mentre il blog può essere creato gratuitamente – pensiamo ad esempio alla piattaforma di Blogger – il dominio, invece, deve necessariamente essere acquistato: sconsiglio sempre l’utilizzo di quelli gratuiti.
Acquistare un proprio dominio significa posizionare per bene le parole chiave al fine di targhetizzare il blog. E, purtroppo, se quest’ultimo non è di nostra proprietà, potrebbe, in tal senso, diventare un problema. Lo definisco un “problema” sul lungo termine perché tutto il posizionamento ottenuto è strettamente legato al dominio e, se è uno di quelli gratuiti, tutti i risultati che abbiamo portato a casa non saranno nostri, bensì della piattaforma ospitante (vedi WordPress per esempio).
Parliamo comunque di un investimento economico irrisorio, ovvero, circa 15€ l’anno.
Fondamentale è anche la scelta della piattaforma. Personalmente consiglio sempre l’utilizzo di WordPress perché ti permette di personalizzare il blog quasi al 100%, ma non solo. Con WordPress si riesce ad ottenere un ottimo posizionamento su Google e a monitorare molto bene il suo andamento.
Gli stessi strumenti SEO sono maggiori rispetto a Blogger.
Il mio terzo consiglio è quello di avere delle idee già ben strutturate ancor prima di aprire il blog. Sarà dunque necessario scegliere una tematica specifica e, attraverso i contenuti che verranno poi prodotti, portarla avanti con impegno e costanza. Ovviamente, poi, le parole chiave che andranno a posizionarsi dovranno essere inerenti a ciò che tratta lo stesso blog.
Dobbiamo comunicare a Google, con chiarezza, di cosa stiamo parlando. Se, ad esempio, un blog parla di un po’ di tutto, per Google sarà difficile posizionarlo bene nel mercato e fra i risultati di ricerca.
Quindi, si deve scegliere una tematica e si porta avanti quella.
Ultimo, ma non meno importante, è necessario capire se esiste una fascia di pubblico interessato a ciò che vorrai trattare.
Quanto è importante targhetizzare il proprio prodotto?
È di fondamentale importanza scegliere una tematica che sia vicina al pubblico e che, in qualche modo, possa soddisfare le richieste di quest’ultimo.
Lo scopo è quello di creare dei contenuti che siano in grado di rispondere alle esigenze, appunto, del pubblico. E, questo, rappresenta un tassello determinante per la buona riuscita di un blog. In caso contrario, non sarà impossibile ottenere dei buoni risultati.
L’importanza di un piano editoriale organizzato. Parliamone.
Avere un piano editoriale è essenziale e, di questo, ne parlo anche nei miei corsi. Un buon piano editoriale ci aiuta a creare una strategia SEO e un piano d’azione, ma anche a valutare molte cose: trend del mese, stagionali, ricorrenze particolari, novità del periodo…
Bisogna, poi, pensare ai titoli, alle parole chiave (principali e secondarie), alla scaletta per trattare con ordine le varie tematiche, i link utili e i riferimenti ad altri pezzi.
Dobbiamo, inoltre, tenere conto di una cosa importantissima: la SEO lavora molto lentamente e il posizionamento dei nostri contenuti non è mai immediato.
I blog online, oggi, sono tantissimi, per cui, come far emergere il proprio?
Come già anticipato, far emergere il proprio blog non è una missione impossibile, tuttavia è fondamentale conoscere, appunto, la SEO e applicarla correttamente. Ma è anche molto importante capire come funzionano, per esempio, i motori di ricerca.
Consiglio caldamente di seguire un buon corso SEO prima di lanciarsi nella creazione di un blog. Sarà utile per comprendere come si crea una strategia di posizionamento.
I miei corsi, tutti di impronta molto pratica, sono stati creati proprio per questo motivo, ovvero, per dare allo studente tutti gli strumenti necessari al fine di renderlo autonomo nella gestione del suo blog.
Molti affermano che “l’era dei blog si è ormai conclusa”. Perciò ti chiedo: vale ancora la pena aprirne uno?
Questo, purtroppo, è il classico luogo comune che continua a ripetersi. In verità, questa credenza è totalmente sbagliata!
Ad oggi tutti puntano molto sui social. Dobbiamo però tenere presente una cosa: se da un lato i social sono molto più immediati rispetto ad un blog, sono anche i più pericolosi perché gli aggiornamenti potrebbero “spazzare via” quanto postato fino ad ora.
Un esempio abbastanza recente riguarda le tracce audio: Instagram ha cancellato su moltissimi reels canzoni e voice over per un periodo. E questo è un danno non da poco.
Il blog, invece, fa parte di una piattaforma proprietaria e noi lo possiamo gestire come meglio crediamo.
Riflettiamo su un concetto molto importante: quando un utente ha bisogno di una informazione o di trovare una risposta ad un suo quesito, dove fa la sua ricerca? Ovviamente su Google, più di rado su una piattaforma social.
Per cui, essere posizionati bene significa essere in grado di rispondere in modo esaustivo all’utente e, di conseguenza, con quest’ultimo si instaurerà una sorta di rapporto basato sulla fiducia e credibilità.
Dunque, essere presenti con il proprio blog è importante per riuscire ad intercettare le persone nel momento in cui hanno bisogno di sentirsi dire quella determinata cosa.
Come far arrivare, a quante più persone possibili, il proprio blog?
Bisogna essere in grado di rispondere alle domande di queste persone, conoscere le regole dei motori di ricerca ed essere costante con le pubblicazioni. Ovviamente, gli articoli devono essere di qualità.
Io consiglio sempre 4 articoli al mese per ottenere buoni risultati, uno a settimana.
Molti blog, molto spesso, non riescono ad emergere come i propri competitor. Come mai secondo te?
La comunicazione è molto importante quando si parla di blog e bisogna saper scegliere quella corretta. Magari il nostro competitor ha un prodotto anche più scadente rispetto al nostro ma ha una comunicazione migliore, più efficace, e riesce a intercettare quelli che sono i problemi e le richieste del pubblico.
Quindi, le parole che utilizziamo e come cerchiamo di mettere in luce il nostro prodotto, fanno decisamente la differenza.
Prendiamo in esempio due schede prodotto differenti. Sulla prima scheda leggo una lunga lista di caratteristiche ma non mi spiega come queste potrebbero essermi utili, poi, nel quotidiano. Sull’altra, invece, trovo subito risposta alle mie domande e comprendo il suo utilizzo. Direi che la differenza, tra le due, è ben palese.
Dunque, possiamo riassumere il concetto, semplicemente, affermando che il modo in cui si comunica diventa un fattore determinante. Il nostro prodotto può anche essere il migliore, ma se lo raccontiamo male, non otterremo nessun risultato.
A volte, anche la sponsorizzazione tramite Google e Meta ADS potrebbe aiutare, ma anche in questo caso, è fondamentale avere una strategia di base.
Quanto è importante la SEO nel mondo del blogging?
La SEO, nei contenuti online, è essenziale ed ha potenzialità infinite. Permette, infatti, al motore di ricerca di capire di cosa stiamo parlando. Quest’ultimo, a sua volta, potrà così mostrare il nostro prodotto o servizio alla persona che sta cercando proprio quell’informazione.
La SEO è, dunque, fondamentale e ci serve per parlare la stessa lingua di Google. Quindi, dobbiamo scrivere per il pubblico, ma tenere sempre a mente queste conoscenze tecniche per i motori di ricerca.
Parliamo ora di numeri. Quante letture e quanti visitatori mensili sono necessari per considerare un blog un prodotto con del potenziale?
Questa è una domanda difficile. Inizio dicendoti che è complesso stabilire un numero perché molto dipende dal tema che si decide di trattare.
Io più che “conteggiare le visite” preferisco soffermarmi sul posizionamento di quest’ultimo e quali sono le sue parole chiave, perché su di esse bisogna poi lavorare approfonditamente.
Se noi, per esempio, abbiamo un blog che parla di montagna e ci posizioniamo per parole chiave che parlano di “piscine” questo non è un buon risultato. Perché, ok, ci troviamo in prima pagina, ma il lettore, poi, si troverà davanti un articolo che non corrisponde alla sua domanda.
Volendo però dare nel concreto dei numeri, diciamo che, un blog promettente, dovrebbe avere almeno 1.000 visite al mese date da parole chiave (traffico organico).
Ringraziamo Sofia Zandarin per la sua disponibilità e gentilezza.

