Ma, la parte più importante è che, mi sono imbattuta nella figura della Contessa Matilde di Canossa, colei che lo aveva fatto costruire.
Per anni mi sono documentata su Matilde – tanto da apostrofarla la “mia” Matilde – sul luogo e sulla sua splendida leggenda.
A questo punto, non mi restava altro che far diventare un romanzo tutte quelle emozioni che stavo provando.
Non solo… la “mia” Matilde ci parla in prima persona raccontando la sua vita a una bambina che, sarà poi, un anello di congiunzione con la storia dell’epoca odierna.
E poi… non vi resta che leggerlo.
– Spesso, i libri, vengono tradotti anche in film, ti piacerebbe vedere questa trasformazione anche per un tuo libro? Oppure sei del parere che, alle volte, i film finiscono con il non rendere del tutto giustizia ai libri?
Penso che sia il sogno di ogni scrittore rivedere le proprie storie tramutarsi in immagini di un film.
L’ho sognato tante volte, anche se, tramutare un thriller storico con salti temporali come nei miei romanzi, dove si allinea una storia del passato al presente, non è certo facile. Tuttavia, sarebbe decisamente sarebbe un mio grande desiderio.
Nella maggior parte delle volte, il libro è molto meglio del film. Ma sono anche dell’idea che, leggendo, è proprio la nostra mente che riesce a costruirsi quelle immagini che spesso e volentieri non corrispondono a quelle del regista del film.
Quante volte siamo rimasti delusi dagli attori che interpretano i personaggi che, assolutamente leggendo il libro, non li immaginavamo così? Comunque nei panni di Matilde vedrei molto bene l’attrice Margherita Buy, proprio perché la stimo molto.
– “Sulle tracce di Matilde” fa parte di una trilogia che si chiama “I misteri della Toscana”. Raccontaci il perché di questo nome e quanto è importante l’elemento mistero nei tuoi romanzi.
Sono sempre stata affascinata da tutto quello che è misterioso ed, ovviamente, per uno scrittore, tanti dei suoi interessi sono parte sostanziale dei suoi romanzi.
Ho voluto chiamare la mia trilogia in questo modo, in quanto, una delle caratteristiche fondamentali è, aver descritto, tante leggende della regione Toscana.
Alcune di queste l’ho scoperte proprio nei luoghi della mia ricerca e, mi sono state raccontante dalla stessa gente che ci abita, tra l’altro, tramandate di generazione in generazione.
La ricerca, soprattutto quando scrivi uno storico, è la parte più bella e interessante. Quando sono riuscita ad unirla alle leggende del luogo, ne sono uscita pienamente soddisfatta del mio lavoro e, la mia più grande fortuna, è stata quella di vedere pubblicato tutta la “mia” fatica (se così si può dire, ma in realtà è un grande piacere) grazie alla Casa Editrice Arpeggio Libero (NO EAP – non a pagamento).
Ha creduto, da subito, in me così da poter trasmettere ai miei lettori tutte le mie emozioni.
La stessa Casa Editrice, ha creduto nuovamente in me, anche con il secondo romanzo sul grande pittore Piero della Francesca “La flagellazione di Piero” e, la conclusione della trilogia, che vede come protagonista il Maestro Pietro Mascagni “L’Ultimo Mistero di Lisa – Il Grande Maestro”.
– Nella trilogia ci affezioniamo e seguiamo le vicende di Lisa, la tua protagonista. Quanto hai messo di te in questo personaggio?
La prima persona a cui raccontai la sinossi del mio romanzo fu la mia più cara amica di Prato, Maria e, fu proprio lei, a farmi scoprire quanto Lisa mi somigliasse caratterialmente.
Lisa è una giornalista romana che si trasferisce in Toscana per scrivere, appunto, articoli sui Misteri della Toscana proprio come feci io, per ragioni diverse, nel 2008, trasferendomi da Roma a Prato.
Leggendo l’intera trilogia si può notare l’evoluzione della protagonista e, in qualche modo, in quegli anni, anch’io sono cambiata parecchio. Anche gli altri protagonisti del periodo odierno sono una parte di me, ma in fondo, una parte di tutti noi: iIl Commissario Giuseppe Verroni così anticonvenzionale e a tratti comico, o il Magistrato Olivieri soprannominato “di ferro” che poi si rivelerà anche umano.
Malgrado io non preferisca il rosa, c’è anche una storia d’amore, ma non aggiungo altro.
Non c’è più grande soddisfazione di quando sentii dire, da una mia lettrice, che alla fine di ogni romanzo le mancava Lisa e non vedeva l’ora di continuare a leggere le sue vicende.
– Raccontaci i tuoi progetti per il futuro.
La passione per la scrittura non si ferma mai e, sto per cimentarmi, in qualcosa di completamente nuovo e diverso dalla mia trilogia precedente.
Sono una curiosa per natura e, mi piace sperimentare sempre, anche nella vita.
Gandhi diceva:
“Vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre”
E io, ho sempre voglia di imparare anche dirigendomi, con la mia scrittura, verso generi diversi. Quest’ultimo sarà… bè, continuate a seguirmi e lo scoprirete.
Così come in un romanzo!
Grazie ancora a Mariagrazia per questa piacevolssima chiacchierata!
Vi lascio in compagnia di questo video che presenta questo bellissimo romanzo:
Al prossimo articolo,
Lavinia