I cinque riti tibetani: l’antico segreto della fonte di giovinezza
In questo articolo parleremo di una pratica considerata “miracolosa” adatta veramente a tutti.
I cinque riti tibetani, rielaborando alcune posizioni tradizionali dello Yoga e sono tecnicamente esercizi di stretching e sforzo isometrico/isotonico combinati con il controllo della respirazione. Iniziando a praticare questi esercizi ogni giorno il tuo corpo diventerà più sciolto, rilassato ed equilibrato. Basta iniziare con 7 minuti al giorno, non sono molti ma se fatti con costanza e disciplina daranno i loro frutti.
Basta avere pazienza e soprattutto crederci!
Origine dei 5 Riti Tibetani
Partito alla ricerca di questo luogo, il militare fece ritorno visibilmente ringiovanito, e raccontò a Kelder, l’autore, di questo monastero dove vecchi monaci con corpi giovanissimi e ottima salute gli insegnarono i propri riti, i 5 tibetani appunto, la cui tradizione avrebbe più di 2.500 anni.
Detto questo, essi non sono mai stati riconosciuti come autentiche pratiche tibetane dai tibetani stessi.
Che benefici e scopi ha questa pratica?
- incremento dell’energia;
- incremento della chiarezza mentale e della capacità di concentrazione;
- rafforzamento del corpo, maggior flessibilità dei muscoli;
- miglioramento della respirazione;
- riduzione dello stress, generazione della calma mentale.
Cosa sono le affermazioni?
Come eseguire i 5 tibetani
La tradizione prevede la ripetizione di ognuno dei cinque tibetani per 21 volte.
Primo tibetano: La Ruota
Come si esegue:
- Si inizia in piedi con le gambe leggermente divaricate e i piedi paralleli.
- Sollevare le braccia all’altezza delle spalle, tenendole parallele al tappetino da Yoga sul quale ti trovi, e rivolgi il palmo della mano sinistra verso il basso e il palmo della mano destra verso l’alto.
- Mantenendo questa posizione, fissa un punto fermo di fronte a te e inizia a ruotare in senso orario, facendo partire il movimento dai fianchi. I tuoi piedi dovranno essere saldamenti aderenti alla superficie del tappetino. Muoviti di un quarto di cerchio alla volta, rimanendo sempre sul punto di partenza.
Secondo tibetano: l’Angolo
Come eseguirlo:
- Sdraiati sul dorso, mantenendo le braccia lungo i fianchi e poggia le mani al pavimento, mantenendo le dita unite.
- Solleva la testa da terra portandola verso il petto.
- Solleva, così, le gambe verticalmente, tenendo i piedi a martello. Dovrai formare un angolo retto rispetto al suolo.
Terzo tibetano: l’Arco
- Mettersi in ginocchio con le dita dei piedi ripiegate e appoggiate a terra.
- Afferrate la base dei glutei con le mani.
- Espirando piegate il corpo in avanti, poi inspirando flettetelo indietro insieme al busto, cercando di inarcare solamente la parte superiore del dorso, mantenendo le cosce perpendicolari al tappetino yoga.
Quarto Tibetano: Il Ponte
- Siediti con le gambe distese in avanti, leggermente divaricate, e mantieni il busto ad angolo retto.
- Dirigi le punte dei piedi verso il soffitto e mantieni le braccia lungo i fianchi, con i palmi appoggiati sul tappetino.
- Inspira e premi mani e talloni a terra, alzando il bacino per formare una sorta di ponte. Mantieni le braccia tese e contrai i glutei, fletti la testa indietro ed, espirando, torna alla posizione di partenza.
Quinto tibetano: la Montagna
- Inizia stando a quattro zampe, ma sposta le mani in avanti rispetto alle spalle.
– - Espira e sollevati, assumendo la posizione di una V rovesciata. (Posizione del cane a faccia in giù). Dovrai mantenere le piante dei piedi e i palmi delle mani ben saldi a terra, mentre braccia e gambe saranno tese.
- Inspira e riabbassa il bacino senza toccare terra, espira e sollevalo nuovamente.


